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La singola seduta può durare da un’ora ad un’ora e mezzo. Si possono praticare uno o più cicli di dieci sedute: la durata del trattamento e la frequenza delle sedute vanno stabilite in base alla situazione del paziente, quindi vanno valutate da caso a caso.
Il drenaggio linfatico manuale viene utilizzato principalmente in presenza di edemi di tipo linfatico causati da:
 
- insufficienza linfatica primaria per insufficiente numero di linfonodi o dei capillari linfatici. Il sistema linfatico non può quindi lavorare come dovrebbe, determinando così il formarsi di edemi che possono essere presenti già alla nascita o svilupparsi nel corso della vita;
 
- insufficienza linfatica secondaria, in genere in conseguenza di interventi chirurgici nei quali vengono asportati o linfonodi (parzialmente o totalmente) o vengono interrotte le vie linfatiche (per esempio le mastectomie con asportazione dei linfonodi causano edemi dell’arto superiore e al torace).
 
Ma il linfodrenaggio, con i suoi lenti e ritmici movimenti, trova in realtà grande applicazione non solo negli edemi linfatici ma anche in edemi da trauma, da insufficienza venosa e anche in caso di cellulite o lipedema.

La tecnica con cui si esprime il linfodrenaggio manuale è costituita da una precisa manualità applicata sul corpo del paziente con “tocchi”, cioè movimenti circolari o a pompa che, modificando la pressione dei tessuti, permettono alla linfa una migliore circolazione. 

L’effetto del linfodrenaggio manuale consiste in gran parte in un’eliminazione meccanica dal tessuto dei liquidi e degli elementi in essi esistenti; la tecnica del massaggio, per essere efficace, deve essere eseguita correttamente rispettando la direzione di flusso della linfa verso le stazioni linfonodali e la pressione nelle diverse manovre deve essere adeguata al tessuto del paziente: più è lasso il tessuto più leggero dovrà essere il massaggio.